Tutte le lettere d’amore sono ridicole di Fernando Pessoa

“Noi non amiamo mai nessuno: amiamo, soltanto, l’idea che abbiamo di qualcuno. Ciò che amiamo è un nostro concetto, vale a dire, amiamo noi stessi.”

“Amo come ama l’amore.
Non conosco altra ragione per amarti che amarti.
Che cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo,
se quello che amo dirti è che ti amo?”

Tutte le lettere d’amore sono ridicole

Tutte le lettere d’amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d’amore se non fossero
ridicole.
Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore,
come le altre,
ridicole.
Le lettere d’amore, se c’è l’amore,
devono essere
ridicole
Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d’amore
sono
ridicoli.
Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d’amore
ridicole.
La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.
(Tutte le parole sdrucciole,
come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente
ridicole).

  • Fernando Pessoa
La canzone Le lettere d’amore (Chevalier de Pas) si trova nell’album Il cielo capovolto uscito nel 1994 per EMI.

Nelle canzoni di Roberto Vecchioni (ex insegnante italiano), i riferimenti a grandi Poeti e Scrittori sono molteplici é anche grazie anche a lui che ho potuto conoscere tanti autori stimolato anche dalle sue parole (L.M.)

Fernando Pessoa morì di cirrosi nel 1935, all’età di quarantasette anni, con un solo libro pubblicato in portoghese: “Mensagem” (Messaggio). Tuttavia, ha lasciato una vita di lavori inediti e incompiuti (oltre 25.000 pagine che sono state conservate nella Biblioteca nazionale portoghese dal 1988). Il pesante onere di modificare questo enorme lavoro è ancora in corso. Nel 1988 (centenario della sua nascita), le spoglie di Pessoa furono trasferite al Monastero dei Geronimiti, a Lisbona, dove sono sepolti anche Vasco da Gama, Luís de Camões e Alexandre Herculano.

Il tuo nome ignoro
Il tuo nome ignoro. Il tuo profilo non ricordo.
Le tue parole dimenticai.
Era mattina, nebbia, era Dicembre,
Quando ti trovai e ti persi.
Sogno o rammento?

Non so. Era mattina e la nebbia
Nascondeva quello che c’era e quello che pensavo
Come un falso estremo rifugio
In nessuna parte del quale io stavo.
Sogno, prolisso e intero,

Ma, se tra i tasti la tua mano vagasse,
Così, spogliata dell’esser tua, io so
Che forse potrei trovare
Tra quello che non ho potuto incontrare
Quello che non troverò.

  • Fernando Pessoa

Il mio sguardo è nitido come un girasole
Il mio sguardo è nitido come un girasole.
Ho l’abitudine di camminare per le strade
guardando a destra e a sinistra
e talvolta guardando dietro di me…
E ciò che vedo a ogni momento
è ciò che non avevo mai visto prima,
e so accorgermene molto bene.
So avere lo stupore essenziale
che avrebbe un bambino se, nel nascere,
si accorgesse che è nato davvero…
Mi sento nascere a ogni momento
per l’eterna novità del Mondo…

Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire…
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un’infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso…

Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l’amo, e l’amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare…

Amare è l’eterna innocenza,
e l’unica innocenza è non pensare…

  • Fernando Pessoa

L’amore quando si rivela

L’amore, quando si rivela,
Non si sa rivelare.
Sa bene guardare lei,
Ma non le sa parlare.

Chi vuol dire quel che sente
Non sa quel che deve dire.
Parla: sembra mentire…
Tace: sembra dimenticare…

Ah, ma se lei indovinasse,
Se potesse udire lo sguardo,
E se uno sguardo le bastasse
Per sapere che stanno amandola!

Ma chi sente molto, tace;
Chi vuol dire quello che sente
Resta senz’anima né parola,
Resta solo, completamente!

Ma se questo potesse raccontarle
Quel che non oso raccontarle,
Non dovrò più parlarle,
Perché le sto parlando…

  • Fernando Pessoa