Poesie e frasi di Fernando Pessoa

Non so quante anime ho.
Ogni momento mutai.
Continuamente mi sento estraneo.
Mai mi vidi né trovai.

Sono mare; di sotto verso l’alto
mareggiando ruggisco,
ma il mio colore
viene dal mio alto cielo
e mi incontro soltanto
quando da me fuggo.

Pessoa, Fernando António Nogueira. – Poeta e critico portoghese (Lisbona 1888 – ivi 1935). Artefice principale del rinnovamento della letteratura portoghese nel 20° sec., P. anticipò molte delle novità letterarie europee. Attraverso le varie esperienze poetiche del tempo P. s’impose nel modernismo, al quale ha dato l’avvio nel suo paese con enunciazioni programmatiche dalla rivista Orpheu. La validità della sua lirica, riconosciuta gradualmente e tardi a causa delle scarse pubblicazioni di essa, vivente l’autore, ne fa un poeta di valori universali, documentati anche dalla singolare imponenza della critica su di lui e delle traduzioni della sua opera. A volte si dice che i quattro più grandi poeti portoghesi dei tempi moderni siano Fernando Pessoa. L’affermazione è possibile poiché Pessoa, il cui nome significa “persona” in portoghese, aveva tre alter ego che scrivevano in stili completamente diversi dal suo. Infatti Pessoa ha scritto sotto dozzine di nomi, ma Alberto Caeiro , Ricardo Reis e Álvaro de Camposerano – sosteneva il loro creatore – individui a tutti gli effetti che scrivevano cose che lui stesso non avrebbe mai o non avrebbe mai potuto scrivere. Li soprannominò ‘eteronimi’ piuttosto che pseudonimi, poiché non erano nomi falsi ma “altri nomi”, appartenenti a personalità letterarie distinte. Non solo i loro stili erano diversi; pensavano diversamente, avevano diverse opinioni religiose e politiche, diverse sensibilità estetiche, diversi temperamenti sociali. E ciascuno ha prodotto un grande corpo di poesia. Anche Álvaro de Campos e Ricardo Reis hanno firmato decine di pagine di prosa. Il termine “eteronimo” deriva al greco héteros, diverso, altro da sé, e onoma, nome: indica un personaggio fittizio che possiede però una sua personalità e una sua biografia diversa da quella del suo “ortonimo”.

Al di là
Al di là del porto
c’è solo l’ampio mare…
Mare eterno assorto
nel suo mormorare…
Come è amaro stare
qui, amore mio…
Guardo il mare ondeggiare
e un leggero timore
prende in me il colore
di voler avere
una cosa migliore
di quanto sia vivere…

  • Fernando Pessoa

Non chiedermi
Non chiedermi perché sono triste…
Più triste sono per non poterti
perché questo dolore esiste
e mai cessa di vincermi.

Ah, molto lontano dalla mia pena,
in un’isola piena di sole e fiori
devono esistere ritmi di brezza e acqua
che bastono alle anime con pace a amori.

Devono esistere lì giorni felici,
ore che passano senza parlare…
O morte, dimmi in che paesi
conservi la vita d’oltre Mare?…

Dimmi a bassa voce, all’orecchio,
a che distanza da questo mio essere,
hai posto quanto io ho perduto
prima che la vita mi conoscesse…

E portami poi su quell’isola,
portami lontano, preso nell’andare…
Ah, il canto dell’aquila che mi leva in alto!
Ah, il viaggio per l’esistere…!

  • Fernando Pessoa

Mare portoghese

O mare salato, quanto del tuo sale
sono lacrime del Portogallo!
Per attraversarti, quante madri hanno pianto,
quanti figli invano hanno pregato!
Quante spose rimaste da sposare
perché tu fosti nostro, o mare!

Ne valse la pena? Tutto vale la pena
se l’anima non è piccina.
Chi vuole andare oltre il Bojador
deve andare oltre il dolore.
Dio diede al mare il pericolo e l’abisso,
ma è in esso che si specchiò il cielo.

  • Fernando Pessoa

O spiaggia di pescatori

O spiaggia di pescatori,
in questo ampio giorno lento…
Si quietano tutti i dolori
quando si stendono al sole…
Cerco sereno il modo
di ricevere tutta la luce
e questa spiaggia dove mi sdraio
è calda e lieve croce.
Come una vela o una rete
o su una vela sdraiato
e spegne in me la sete tutta
di volermi acquietato…
E lì al di là dei miei piedi
rugge il mare prossimo e eterno…
Ho l’anima tutta rasente
a un vago tenero sorriso
che avvolge in vacua bontà
il cielo vuoto che fisso
se ricordo, è senza nostalgia…
E mi addormento se medito…
Tanto che sotto di me la sabbia
è mare e io sento cullarmi
il suono buono dell’alta marea
che mi lascia e mi prende.
Barca di niente bevo
con tutto il corpo il sapere
che il sentirmi non è intralcio
a sentire o a niente essere.
E per tanto guardare il cielo
mi sento lui – il sole mi dora.
Tiro via l’esser io come un velo
e sto fuori dall’Ora.

  • Fernando Pessoa

Porto dentro il mio cuore,
come un cofanetto pieno che non si può chiudere,
tutti i luoghi dove sono stato,
tutti i porti a cui sono arrivato,
tutti i paesaggi che ho visto da finestre o da oblò,
o dai ponti di poppa delle navi, sognando,
e tutto questo, che è tanto, è poco per quello che voglio.

  • Fernando Pessoa

Sogno, e come un soffio
Attizza il fuoco della brace,
Il cuore mio luccica di un passato
Che non riesco a ricordare.
Come il fiammeggiar delle braci
Non è il fuoco, ma un segno di fuoco,
Io disperdo il tesoro vuoto
Del mio senso di me stesso.
Come la pioggia nel mare
Io mi dissolvo dentro a me.

  • Fernando Pessoa