Madrigale. Octavio Paz

Devi dormire con gli occhi aperti, devi sognare con le mani … devi sognare ad alta voce, devi cantare fino a quando la canzone prende radici, tronchi, rami, rami, uccelli, stelle …

La poesia ci fa toccare l’impalpabile e ascoltare la marea del silenzio che copre un paesaggio devastato dall’insonnia.

Per il messicano, la vita è una possibilità di scopare o di essere scopato.

Premio Nobel per la letteratura nel 1990
Octavio Irineo Paz Lozano, ovvero, Octavio Paz (31 marzo 1914, Città del Messico, Messico/19 aprile 1998, Città del Messico, Messico). Il nonno era un eminente intellettuale liberale e uno dei primi autori a scrivere un romanzo con un tema espressamente indiano. Grazie alla vasta biblioteca di suo nonno, Paz entrò presto in contatto con la letteratura. Come suo nonno, anche suo padre era un attivo giornalista politico che, insieme ad altri intellettuali progressisti, si unì alle rivolte agrarie guidate da Emiliano Zapata.
Paz iniziò a scrivere in tenera età e nel 1937 si recò a Valencia, in Spagna, per partecipare al Secondo Congresso Internazionale degli Scrittori Antifascisti. Al suo ritorno in Messico nel 1938, divenne uno dei fondatori della rivista Taller (Workshop), una rivista che segnalava l’emergere di una nuova generazione di scrittori in Messico e una nuova sensibilità letteraria. Nel 1943 si recò negli Stati Uniti con una borsa di studio Guggenheim dove si immerse nella poesia modernista anglo-americana; due anni dopo, entrò nel servizio diplomatico messicano e fu inviato in Francia, dove scrisse il suo studio fondamentale sull’identità messicana, Il labirinto della solitudine,e ha partecipato attivamente (insieme ad Andre Breton e Benjamin Peret) a varie attività e pubblicazioni organizzate dai surrealisti. Nel 1962 Paz fu nominato ambasciatore del Messico in India: un momento importante sia nella vita che nell’opera del poeta, come testimoniano vari libri scritti durante il suo soggiorno, in particolare The Grammarian Monkey e East Slope . Nel 1968, tuttavia, si dimise dal servizio diplomatico per protestare contro la sanguinosa repressione da parte del governo delle manifestazioni studentesche a Tlatelolco durante i Giochi Olimpici in Messico. Da allora, Paz ha continuato la sua attività di editore ed editore, fondando due importanti riviste dedicate alle arti e alla politica: Plural (1971-1976) e Vuelta,che pubblica dal 1976. Nel 1980 è stato nominato dottore onorario ad Harvard. Tra i premi recenti ricordiamo il premio Cervantes nel 1981 – il più importante riconoscimento nel mondo ispanofono – e il prestigioso premio americano Neustadt nel 1982.
Paz è un poeta e un saggista. Il suo corpus poetico si nutre della convinzione che la poesia costituisca «la religione segreta dell’età moderna». Eliot Weinberger ha scritto che, per Paz, “la rivoluzione della parola è la rivoluzione del mondo, e che entrambi non possono esistere senza la rivoluzione del corpo: la vita come arte, un ritorno alla mitica unità perduta di pensiero e corpo, uomo e natura, io e l’altro. La sua è una poesia scritta all’interno del moto perpetuo e delle trasparenze dell’eterno presente. La poesia di Paz è stata raccolta in Poemas 1935-1975 (1981) e Collected Poems, 1957-1987(1987). Straordinario stilista di prosa, Paz ha scritto un prolifico corpus di saggi, inclusi numerosi studi di libri, di poetica, di critica letteraria e d’arte, nonché di storia, politica e cultura messicana.

Madrigale

Più trasparente
di quella goccia d’acqua
tra le dita del rampicante
il mio pensiero tende un ponte
da te stessa a te stessa
Guardati
più reale del corpo che abiti
ferma in mezzo alla mia fronte

Sei nata per vivere in un’isola.

  • Octavio Paz

I tuoi occhi

I tuoi occhi sono la patria
del lampo e dello strappo,
parlare in silenzio,
tempeste senza vento,
mare senza onde, uccelli imprigionati,
bestie dorate dormienti,
topazio malvagio come verità,
autunno in una radura della foresta
dove la luce canta sulla spalla
di un albero e tutte le foglie sono uccelli,
spiaggia quella mattina
trova occhi costellati,
cesto di frutti di fuoco,
bugia che nutre,
specchi di questo mondo,
porte dell’aldilà,
calma pulsazione del mare a mezzogiorno,
lampeggiante assoluto, deserto.

  • Octavio Paz

Due Corpi

Due corpi faccia a faccia
a volte sono due onde
e la notte è oceano.

Due corpi faccia a faccia
a volte sono due pietre
e la notte nel deserto.

Due corpi faccia a faccia
a volte sono radici
di notte collegati.

Due corpi faccia a faccia
a volte sono rasoi
e la notte fulminea.

Due corpi faccia a faccia
sono due stelle che cadono
In un cielo vuoto.

  • Octavio Paz