L’uomo e il mare e L’albatro. Poesie di Charles Baudelaire

Noi vogliamo, per quel fuoco che ci arde nel cervello, tuffarci nell’abisso, inferno o cielo non importa. Giù nell’ignoto per trovarvi del nuovo.

Charles Pierre Baudelaire Parigi, 9 aprile 1821 – Parigi, 31 agosto 1867). Charles Baudelaire era un notevole poeta francese, noto anche come saggista, critico d’arte e traduttore pionieristico di Edgar Allan Poe. Essendo un critico e saggista, ha dovuto scrivere molto sui vari luminari della cultura francese. Era noto per la sua natura schietta e franca tra i suoi amici e nemici. Raramente ha adottato l’approccio diplomatico, che a volte lo ha portato a problemi con gli amici. La sua conoscenza era con numerose persone famose tra cui Gustave Courbet, Honoré Daumier, Franz Liszt, Champfleury, Victor Hugo, Gustave Flaubert e Balzac. Baudelaire è considerato tra i maggiori innovatori della letteratura francese ed è stato influenzato dai primi poeti romantici del XIX secolo. E’ stato definito: Il Poeta maledetto, per il suo stile di vita dissennato, ma è senza ombra di dubbio uno dei personaggi più importanti per la cultura francese e non solo.

L’uomo e il mare

Uomo libero,
sempre tu amerai il mare!
Il mare è il tuo specchio:
contempli l’anima tua
nell’infinito srotolarsi
della tua onda,
e il tuo spirito
è un abisso non meno amaro.
Ti diletti a tuffarti
nel seno della tua immagine;
l’abbracci con gli occhi
e con le braccia,
e il tuo cuore si distrae
talvolta dal proprio battito
al fragor di quel lamento
indomabile e selvaggio.
Entrambi siete
tenebrosi e discreti:
uomo,
nessuno ha sondato
il fondo dei tuoi abissi;
mare,
nessuno conosce
le tue intime ricchezze:
tanto gelosamente serbate
i vostri segreti!
E tuttavia da secoli innumerevoli
vi fate guerra senza pietà né rimorsi,
tanto amate la strage e la morte,
o lottatori eterni,
o fratelli inseparabili!

Charles Baudelaire

L’albatro (L’albatros)

Spesso, per divertirsi, i marinai

Prendono degli albatri, grandi uccelli dei mari,

Che seguono, pigri compagni di viaggio,

Le navi in volo sugli abissi amari.

L’hanno appena depositato sulla tolda [il ponte della nave],

E già il re dell’azzurro, maldestro e impacciato,

Strascina pietosamente accanto a sé

Le grandi ali bianchi come se fossero remi.

Com’è sinistro e fiacco il viaggiatore alato!

Lui, poc’anzi così bello, com’è comico e brutto!

Uno gli mette la pipa sotto il becco,

Un altro, zoppicando, imita lo storpio che volava!

Il Poeta è come lui, principe delle nubi

Che sta con l’uragano e ride degli arcieri;

Esule in terra fra le grida di scherno,

Le sue ali da gigante gli impediscono di camminare.

Charles Baudelaire