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Juan Ramòn Jiménez. Poesie

Mare, cielo ribelle caduto giù dai cieli!

Terra e mare


l’orizzonte è il tuo corpo.
L’orizzonte è la mia anima.
Raggiungo il tuo limite: ancora sabbia.
Raggiungi il mio limite: ancora acqua.

  • Juan Ramòn Jiménez

Solitudine


Di te stesso sei colmo, e tuttavia,
quanto di te stesso sei privo,
solo, e lontano, sempre da te stesso!

Aperto in mille ferite, ogni istante,
come la fronte,
van le tue onde, come i pensieri,
vengono, vanno e vengono,
baciandosi, fuggendo,
in un eterno conoscersi,
mare, e dimenticarsi
.

Sei tu, e tu non lo sai,
batte il tuo cuore in te, senza saperlo…
Che colmo di solitudine, mare!

  • Juan Ramòn Jiménez

Nostalgia del mare

Quanto dolore,
bellezza!
L’odio accende fuochi di passione
sui fuochi lontani fari, grandi fiori rossi,
delle coste del mare; grida all’erta
di fiamma bianca e verde,
sulle grida di fiamme
dei sogni, che, come nei sogni,
non si sa, in verità, se furono…
E sono quelli ancor mal desti
che brutta espressione, che freddo!
contro quelli ancor mal addormentati
che brivido, che espressione ancor più brutta!
E la morte si unisce con la vita
inaspettatamente, qua e là, come in bagliori
di cento colori tragici ed acuti;
si unisce con il sogno,
che preferisce morire anziché svegliarsi.
si unisce con il sogno.
Comincia a far giorno rosso e bianco.
Coste che fumano, nel primo sole,
per quelli che vivono ancora!

  • Juan Ramón Jiménez