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José Saramago. Poesie

La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice.

oltre alla conversazione delle donne, sono i sogni che trattengono il mondo nella sua orbita

Jose Saramago
Nato in Portogallo, ad Azinhaga, il 16 novembre 1922, e morto a Tías, Spagna, l’8 giugno del 2010. Narratore e saggista portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998. Nato in una famiglia di contadini e artigiani, José Saramago è cresciuto in un quartiere popolare di Lisbona. Sua madre analfabeta gli ha instillato la sete di conoscenza e gli ha dato il suo primo libro. All’età di quindici anni abbandonò la scuola per mancanza di mezzi e dovette lavorare come fabbro.Successivamente ha lavorato in un fondo pensione e in seguito si è dedicato al giornalismo, al lavoro editoriale e alla traduzione. Collaboratore di vari giornali e riviste, tra cui Seara Nova , è stato anche condirettore di Diario de Noticias nel 1975. Si è iscritto al Partito Comunista Portoghese, per il quale ha subito censure e persecuzioni durante la dittatura di Salazar . Nel 1974 si unì alla Rivoluzione dei Garofani.

Cos’è il mare

Cos’è il mare? Distanza smisurata
di larghi movimenti e di maree,
come un corpo assopito che respira?

O questo che da presso ci raggiunge,
battito blu su spiaggia scintillante,
dove l’acqua si fa aerea spuma?

Amore è forse la scossa che percorre
turgide vene nel rossor del sangue
e tende i nervi come fosse lama?

O forse questo gesto indefinibile
che il mio corpo trasporta verso il tuo
quanto il tempo ritorna al suo principio?

Come il mare, l’amore è pace e guerra,
ardente agitazione, calma profonda,
lieve sfiorar di pelle, unghia che segna.

José Saramago

A te ritorno, mare

A te ritorno, mare, al gusto forte
del sale che mi porta in bocca il vento,
al tuo chiarore, a questa sorte
che mi fu data di scordar la morte
pure sapendo che la vita è un niente.

A te ritorno, mare, corpo disteso,
al tuo poter di pace e di tormenta,
al clamor di dio incatenato,
di terra femminile circondato,
schiavo della tua stessa libertà.

A te ritorno, mare, come chi sa
da questa tua lezione trar profitto.
E prima che la vita mi finisca,
con tutta l’acqua che la terra accoglie
in volontà mutata, armato il petto.

José Saramago

Là nel cuore del mare, là ai confini

Là nel cuore del mare, là ai confini
dove nascono i venti, dove il sole
sulle acque dorate si sofferma;
là nello spazio di fonti e di verzura,
d’animali mansueti e terra vergine,
dove cantano uccelli naturali:
amor mio, mia isola scoperta,
da lontano, dalla vita naufragata,
riposo sulle spiagge del tuo ventre,
mentre pian piano le mani del vento,
passando sopra il seno e le colline,
alzano onde di fuoco in movimento.

José Saramago