𝗜𝘀𝗼𝗹𝗮 𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝘁𝗮. 𝐆𝐥𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐅𝐮𝐞𝐫𝐭𝐞𝐬

Se il mare è infinito e ha reti,
se la tua musica viene dall’onda,
Se l’alba è rossa e il tramonto è verde,
se la giungla è lussuria e la luna accarezza,
se la rosa si apre e profuma la casa,
se la ragazza ride e profuma la vita,
se l’amore va e mi bacia e mi lascia tremante.

Gloria Fuertes (Madrid, 28 luglio 1917 – Madrid, 27 novembre 1998) è stata una poetessa e scrittrice spagnola. Facente parte della Generazione di 50, gloria Fuertes ha lottato per l’uguaglianza di genere. “Scrivo come scrivo, / a volte volutamente sbagliando, / in modo che ti arrivi bene” da Historia de Gloria (1983).

𝗜𝘀𝗼𝗹𝗮 𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝘁𝗮
Sono come l’isola ignorata
che palpita cullata da alberi succosi
al centro di un mare
che non mi comprende,
circondata dal nulla,
— sola soletta —.
Ci sono uccelli splendenti nella mia isola,
e dipinte da angeli pittori
ci sono fiere che mi guardano dolcemente,
e fiori velenosi.
Ci sono ruscelli poeti
e voci interiori
di vulcani addormentati.
C’è forse anche un tesoro
nella sua parte più interna.
Chissà se ho
diamanti nella mia montagna,
o soltanto un piccolo
pezzo di carbone!
Gli alberi del bosco della mia isola,
siete voi miei versi.
Come suonate bene a volte
quando il vento musicale
vi sfiora quando viene il mare che mi circonda!
Se qualcuno giunge a quest’isola che sono,
che incontri qualcosa è il mio desiderio;
— sorgenti di versi incendiati
e cascate di pace io ho —.
Un nome che mi risale l’anima
e non vuole che pianga i miei segreti;
e sono terra felice — ho l’arte
di essere felice e povera allo stesso tempo —.
Per me è un piacere essere ignorata,
isola ignorata nell’oceano eterno.
Al centro del mondo senza un libro
so tutto, perché venne un messaggero
e mi lasciò una croce per la vita
— per la morte mi lasciò un mistero.
(da Isola ignorata, 1950)
Sono come l’isola ignorata
che palpita cullata da alberi succosi
al centro di un mare
che non mi comprende,
circondata dal nulla,
— sola soletta —.
Ci sono uccelli splendenti nella mia isola,
e dipinte da angeli pittori
ci sono fiere che mi guardano dolcemente,
e fiori velenosi.
Ci sono ruscelli poeti
e voci interiori
di vulcani addormentati.
C’è forse anche un tesoro
nella sua parte più interna.
Chissà se ho
diamanti nella mia montagna,
o soltanto un piccolo
pezzo di carbone!
Gli alberi del bosco della mia isola,
siete voi miei versi.
Come suonate bene a volte
quando il vento musicale
vi sfiora quando viene il mare che mi circonda!
Se qualcuno giunge a quest’isola che sono,
che incontri qualcosa è il mio desiderio;
— sorgenti di versi incendiati
e cascate di pace io ho —.
Un nome che mi risale l’anima
e non vuole che pianga i miei segreti;
e sono terra felice — ho l’arte
di essere felice e povera allo stesso tempo —.
Per me è un piacere essere ignorata,
isola ignorata nell’oceano eterno.
Al centro del mondo senza un libro
so tutto, perché venne un messaggero
e mi lasciò una croce per la vita
— per la morte mi lasciò un mistero.
(da Isola ignorata, 1950)
Sono come l’isola ignorata
che palpita cullata da alberi succosi
al centro di un mare
che non mi comprende,
circondata dal nulla,
— sola soletta —.
Ci sono uccelli splendenti nella mia isola,
e dipinte da angeli pittori
ci sono fiere che mi guardano dolcemente,
e fiori velenosi.
Ci sono ruscelli poeti
e voci interiori
di vulcani addormentati.
C’è forse anche un tesoro
nella sua parte più interna.
Chissà se ho
diamanti nella mia montagna,
o soltanto un piccolo
pezzo di carbone!
Gli alberi del bosco della mia isola,
siete voi miei versi.
Come suonate bene a volte
quando il vento musicale
vi sfiora quando viene il mare che mi circonda!
Se qualcuno giunge a quest’isola che sono,
che incontri qualcosa è il mio desiderio;
— sorgenti di versi incendiati
e cascate di pace io ho —.
Un nome che mi risale l’anima
e non vuole che pianga i miei segreti;
e sono terra felice — ho l’arte
di essere felice e povera allo stesso tempo —.
Per me è un piacere essere ignorata,
isola ignorata nell’oceano eterno.
Al centro del mondo senza un libro
so tutto, perché venne un messaggero
e mi lasciò una croce per la vita
— per la morte mi lasciò un mistero.

  • 𝐆𝐥𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐅𝐮𝐞𝐫𝐭𝐞𝐬
    (da Isola ignorata, 1950)